Erano passati ormai trentotto anni da quando i terrestri lasciarono il pianeta e Domenic, figlio di Margaret e Mikhail, non si aspettava certo di rivederli. Quel giorno però ò, una piccola navetta era scesa in quello che un tempo era il quartier generale terrestre.
Gli uomini che ne erano scesi erano disarmati e dissero di essere in missione diplomatica con il compito di chiedere al re il permesso di tornare sul pianeta.
Il primo consigliere ed il re si accordarono per il ritorno dei terrestri sul pianeta con la delegazione diplomatica e fissarono un'udienza straordinaria del consiglio per il solstizio d'inverno. Fino ad allora i terrestri avrebbero avuto solo il permesso di atterrare nello spazioporto e di ripararne le strutture, con divieto assoluto di lasciare lo spazio a loro assegnato.
Domenic ripensò al tempo passato, durante l'assenza dei terrestri. Dopo che suo padre aveva assunto il titolo di Reggente, il regno che era appartenuto a suo nonno Lew venne affidato ai discendenti di Gabriel e Javhanne. In seguito però un devastante incendio avvolse i pendii delle colline nei pressi di Armida e molte persone, tra le quali il giovane Dom, vi persero la vita. L'erede designato, Caryl Lanart Alton era ancora troppo giovane, così il consiglio decise di affidarne la reggenza temporanea agli Alton di Mariposa.
A Thendara la nuova torre, voluta da sua madre, era terminata e la sua prima guardiana, Ystvana era morta da qualche anno. La sua erede, Valenta Elhalyn aveva ormai superato i sessant'anni. Ad Arilinn il nuovo guardiano, il giovane Damon, aveva rispolverato i libri risalenti alle Ere del Caos ed aveva ormai ricostruito la quasi totalità dell'antica scienza delle matrici.
Aldaran era tornato a far parte del consiglio, grazie al matrimonio di Gabriela con il fratello di suo padre. Mikahil aveva deciso che alla sua morte l'anello di Varzil sarebbe dovuto essere rinchiuso nella Rhu Fead.
Domenic aveva ormai raggiunto i cinquant'anni e suo figlio si stava preparando per il compito che gli sarebbe spettato come erede di Hastur.
Sotto la supervisione di sua madre, Marguerida, qualche anno prima le rinunciatarie avevano aperto una scuola di livello elementare dove i giovani potessero imparare le basi di matematica, storia e geografia Darkovana, e un minimo di grammatica e ortografia delle lingue parlate su Darkover. Le torri, seguendo l'esempio di Istvana, erano diventate più vivibili e molti giovani vi si recavano per imparare i rudimenti del laran.
Suo padre si era ritirato dalla vita politica lasciando a lui il suo posto per ritirarsi con la moglie in una serena e tranquilla vecchiaia.
I terrestri, dopo aver lasciato il pianeta trentotto anni orsono, ora erano tornati ed in pochi mesi avrebbero riportato all'efficienza il loro quartier generale. Il commercio si sarebbe limitato a poche cose di scarsa utilità, almeno fino a quando non sarebbero stati sicuri di non ricadere negli eventi che portarono all'abbandono del pianeta da parte della federazione. Gli espansionisti infatti, pur non avendo la maggioranza al potere, riuscivano a influenzare almeno in parte le decisioni prese dal governo, e sono responsabili del clima di tensione per quanto riguarda i protettorati.
Nei giorni passati il legato terrestre aveva chiesto al consiglio il permesso di riabilitare lo spazioporto di Thendara e nella seduta straordinaria tenuta a castel Comyn alcuni giorni prima del solstizio d'inverno si decise, anche se con qualche perplessità, di concedere la riapertura dello spazioporto.
Alcuni rimasero scontenti della decisione presa e molti su Darkover ricordavano l'attentato terrestre al funerale di Regis ed il tentativo di conquistare con le armi Castel Comyn, ma alla fine la mozione era stata approvata. Dopo il consiglio quasi tutti tornarono nelle proprie case a Thendara, in quanto il viaggio verso i propri dominii era improponibile a causa della stagione, per festeggiare nell'intimità familiare che non avrebbero avuto a castel Comyn il solstizio d'inverno. Solo alcuni giovani rimasero al castello, nel quale per l'occasione venne organizzata una festa simile a quella del solstizio d'estate alla quale vennero diplomaticamente invitati anche alcuni terrestri in seguito alle recenti decisioni.