logo.jpg (16540 byte) by Dario jedhal-harlock@libero.it
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cover1-a.jpg (15098 byte)Era l'ormai lontano febbraio 1998 quando per la prima volta fece la sua comparsa sugli scaffali delle edicole americane il primo numero di BattleChasers, serie di punta della nuova etichetta "Cliffhanger", composta inizialmente dal bravo Joe Madureira, pioniere della contaminazione comics/manga (dalla quale sarebbe poi sfociata una diffusa quanto discutibile tendenza), e da altri due discreti disegnatori come Humberto Ramos e J.Scott Cambpell , un progetto sviluppato all'interno dei Wildstorm Studios di Jim Lee, sotto l'ala protettrice della DC Comics, peraltro destinato a rivelarsi come una delle più fulgide prove di come la tanto agognata "libertà editoriale" non è e non sarà mai un fattore necessariamente positivo.cover2-a.jpg (15595 byte)
Tra il settembre e l'ottobre del '99 la Magic Press, casa sempre contraddistintasi per le traduzioni Italiane degli ottimi prodotti Vertigo e Wildstorm (e quindi forte di un già consolidato rapporto con la DC), portò nel nostro paese questa nuova linea editoriale, in una rivista intitolata proprio Cliffhanger, che presentava le tre serie delle quali fosse reperibile abbastanza materiale da permettere una qualche forma di pubblicazione regolare, a rotazione le DangerGirl di Cambpell, il Crimson di Ramos, e, sempre presente, la serie di punta, il fantasy BattleChasers.
Ambientato in un mondo fantasy arricchito di elementi tecnologici presi in prestito dai generi cyber e steampunk, BattleChasers introduce il lettore in un cupo scenario popolato di mostri e bizzarre tecnologie, dove l'elemento preponderante del potere è uno strano liquido chiamato mana, detenendo il controllo del quale si detiene il più grande potere. GarrisonE mettendo in chiaro sin dalle prime tavole lo spirito cardine di tutta la serie, la fluidità e la velocità della narrazione, l'azione rappresentata nel modo migliore dal tratto del talentuoso Madureira e dalla sua invidiabile capacità di organizzare le immagini. La storia, almeno inizialmente, si incentra su un gruppo di personaggi eterogenei ed interessanti. La piccola Gully, intenta a fuggire da un gruppo di licantropi per mettere in salvo uno scrigno contenente l'ultimo tesoro di suo padre (un paio di guanti dal notevole potere), il potente Calibretto, un wargolem (sorta di rozzo droide senziente) che salva la ragazza dai suoi inseguitori, Knolan, un vecchio mago un tempo amico del padre di Gully, Garrison, grande spadaccino del passato finito nell'alcool dopo la morte della moglie ed anch'egli legato al padre della bambina, mentre più o meno lontano dagli altri si muove la prorompente Red Monika (omaggio alla Red Sonja Howardiana?), Gullyvolitiva guerriera circondata da inquietanti e soggiogati servitori, il cui destino è destinato ad intrecciarsi con quello degli altri protagonisti. Ed un'oscura figura mascherata, che sinistre immagini oniriche sembrano legare a Knolan e forse a coloro insieme ai quali questi agiva in passato, consuma nell'oscurità una terribile vendetta fatta di visoni mostruose e magia.
I presupposti della serie sono quindi buoni sebbene non originali (per quanto nell'ambito fantasy moderno sia difficile ritrovare questa caratteristica) ma comunque non sufficienti, seppure supportati da un ottimo comparto grafico a sostenere la validità di un prodotto fumettistico nel suo complesso. Tempo fa avrei affermato che un prodotto che si lasciasse leggere con tanta fluidità avrebbe sicuramente meritato l'attenzione del pubblico, ma l'ultima tendenza del fumetto americano ormai ha saturato il mercato con questo atteggiamento, riuscendo a trasformare una indubbia qualità come la leggibilità in un paradossale difetto. Oramai i comics dell'ultima generazione si distinguono tutti per una rapida e fresca lettura , intrattenimento puro, senza neanche un tentativo di ricerca per un risultato superiore, e BattleChasers non fa eccezione. Vi ritroverete così un fumetto piacevole e scorrevole (nulla a che fare con le demenzialità testuali della prima produzione Image, per citare un caso editoriale analogo), Knolangraficamente sorprendente, una gioia per gli occhi nelle scene d'azione e nelle esagerazioni quasi caricaturali dei volti, degli arti o delle forme femminili, ma poco altro. Intrattenimento comunque valido e rapido, ma fine a se stesso, condito con le solite (inutili?) splash pages che in ventidue pagine non riesce a raccontare quasi nulla della storia, e che dopo due numeri ancora non è stato capace di immergere a dovere il lettore nello scenario, non riuscendo neanche a farlo affezionare ai personaggi. Un fumetto che fondamentalmente ci dimostra come per quanto buone possano essere le intenzioni di un disegnatore, e per quanto forti possano essere i mezzi messigli a disposizione, l'apporto di uno scrittore che sappia fare il suo lavoro rimane fondamentale, ed in questo caso la presenza del misconosciuto "writer" Munier Sharrieff ci sembra più che altro nominale. Red MonikaOvviamente risulta inevitabile il paragone a prodotti simili dell'ultima ondata, soprattutto lo sguardo deve andare all'ottimo Tellos di DeZago/Wieringo, simile nel tratto (obbiettivamente un po' inferiore) quanto migliore nell'esemplificare quel minimo di stile narrativo che una produzione fantasy moderna, destinata comunque al mercato popolare con tutti i limiti legati a questo target, deve necessariamente possedere (nonché più regolare nelle uscite d'oltreoceano, mentre BattleChasers accumula ritardi spesso quadrimestrali).
Per concludere BattleChasers si rivelerà inevitabilmente uno di qui prodotti che dividono diametralmente i lettori, troverà sicuramente sostenitori (probabilmente tra i più giovani) e certamente finirà per essere detestato da molti altri. Ma se amate un fumetto che sia pura visione, nel tratto e nei colori (la gallery lo testimonia la bravura di Madureira, forse il migliore della sua generazione), se siete disposti a sorvolare su quattromila lire spese per 48 pagine delle quali la metà occupate da prodotti sconfortanti come DangerGirl o Crimson (sui quali non mi dilungherò perché non sono fantasy), se siete disposti a sorvolare sulla marea di sproloqui nell'editoriale del n°1 (davvero improponibile, forse frutto di una colossale sbronza del redattore), allora potreste davvero darci una piacevole occhiata.

Cronologia al 9/11/2000:
Cliffhanger (Ed. Magic Press, £ 4000, APERIODICO!, 48pp, spillato, colore) nn°1,2,3,4,5,6,7,8.

Links per Battelchasers:
discreto articolo su www.comicsplanet.com
buona  presentazione su www.extracomics.com/comicdom
www.galactus.it/catalogo/Comics/Italiani/MagicPress/Cliffhanger.html
www.geocities.com/~bladeshadow/
www.heavens.org/angels/david/bcimages.html
www.3w-thriller.de/Madureira/Madureira1563895382.htm
e dulcis in fundo il sito della casa madre www.wildstorm.com

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