Era l'ormai lontano febbraio 1998 quando per la prima volta fece la sua
comparsa sugli scaffali delle edicole americane il primo numero di BattleChasers, serie di
punta della nuova etichetta "Cliffhanger", composta
inizialmente dal bravo Joe Madureira, pioniere della
contaminazione comics/manga (dalla quale sarebbe poi sfociata una diffusa quanto
discutibile tendenza), e da altri due discreti disegnatori come Humberto
Ramos e J.Scott Cambpell , un progetto sviluppato
all'interno dei Wildstorm Studios di Jim
Lee, sotto l'ala protettrice della DC Comics, peraltro destinato a rivelarsi come
una delle più fulgide prove di come la tanto agognata "libertà editoriale" non
è e non sarà mai un fattore necessariamente positivo.
Tra il settembre e l'ottobre del '99 la Magic Press, casa sempre contraddistintasi per le
traduzioni Italiane degli ottimi prodotti Vertigo e Wildstorm (e quindi forte di un già
consolidato rapporto con la DC), portò nel nostro paese questa nuova linea editoriale, in
una rivista intitolata proprio Cliffhanger, che presentava le tre serie delle quali fosse
reperibile abbastanza materiale da permettere una qualche forma di pubblicazione regolare,
a rotazione le DangerGirl di Cambpell, il Crimson di Ramos, e, sempre presente, la serie di punta, il fantasy
BattleChasers.
Ambientato in un mondo fantasy arricchito di elementi tecnologici presi in prestito dai
generi cyber e steampunk, BattleChasers introduce il lettore in un cupo scenario popolato
di mostri e bizzarre tecnologie, dove l'elemento preponderante del potere è uno strano
liquido chiamato mana, detenendo il controllo del quale si detiene il più grande potere. E mettendo in chiaro sin
dalle prime tavole lo spirito cardine di tutta la serie, la fluidità e la velocità della
narrazione, l'azione rappresentata nel modo migliore dal tratto del talentuoso Madureira e
dalla sua invidiabile capacità di organizzare le immagini. La storia, almeno
inizialmente, si incentra su un gruppo di personaggi eterogenei ed interessanti. La
piccola Gully, intenta a fuggire da un gruppo di licantropi
per mettere in salvo uno scrigno contenente l'ultimo tesoro di suo padre (un paio di
guanti dal notevole potere), il potente Calibretto, un
wargolem (sorta di rozzo droide senziente) che salva la ragazza dai suoi inseguitori, Knolan, un vecchio mago un tempo amico del padre di Gully, Garrison, grande spadaccino del passato finito nell'alcool dopo la
morte della moglie ed anch'egli legato al padre della bambina, mentre più o meno lontano
dagli altri si muove la prorompente Red Monika (omaggio alla
Red Sonja Howardiana?), volitiva
guerriera circondata da inquietanti e soggiogati servitori, il cui destino è destinato ad
intrecciarsi con quello degli altri protagonisti. Ed un'oscura figura mascherata, che
sinistre immagini oniriche sembrano legare a Knolan e forse a coloro insieme ai quali
questi agiva in passato, consuma nell'oscurità una terribile vendetta fatta di visoni
mostruose e magia.
I presupposti della serie sono quindi buoni sebbene non originali (per quanto nell'ambito
fantasy moderno sia difficile ritrovare questa caratteristica) ma comunque non
sufficienti, seppure supportati da un ottimo comparto grafico a sostenere la validità di
un prodotto fumettistico nel suo complesso. Tempo fa avrei affermato che un prodotto che
si lasciasse leggere con tanta fluidità avrebbe sicuramente meritato l'attenzione del
pubblico, ma l'ultima tendenza del fumetto americano ormai ha saturato il mercato con
questo atteggiamento, riuscendo a trasformare una indubbia qualità come la leggibilità
in un paradossale difetto. Oramai i comics dell'ultima generazione si distinguono tutti
per una rapida e fresca lettura , intrattenimento puro, senza neanche un tentativo di
ricerca per un risultato superiore, e BattleChasers non fa eccezione. Vi ritroverete così
un fumetto piacevole e scorrevole (nulla a che fare con le demenzialità testuali della
prima produzione Image, per citare un caso editoriale analogo), graficamente sorprendente, una
gioia per gli occhi nelle scene d'azione e nelle esagerazioni quasi caricaturali dei
volti, degli arti o delle forme femminili, ma poco altro. Intrattenimento comunque valido
e rapido, ma fine a se stesso, condito con le solite (inutili?) splash pages che in
ventidue pagine non riesce a raccontare quasi nulla della storia, e che dopo due numeri
ancora non è stato capace di immergere a dovere il lettore nello scenario, non riuscendo
neanche a farlo affezionare ai personaggi. Un fumetto che fondamentalmente ci dimostra
come per quanto buone possano essere le intenzioni di un disegnatore, e per quanto forti
possano essere i mezzi messigli a disposizione, l'apporto di uno scrittore che sappia fare
il suo lavoro rimane fondamentale, ed in questo caso la presenza del misconosciuto
"writer" Munier Sharrieff ci sembra più che altro
nominale. Ovviamente
risulta inevitabile il paragone a prodotti simili dell'ultima ondata, soprattutto lo
sguardo deve andare all'ottimo Tellos di DeZago/Wieringo, simile nel tratto
(obbiettivamente un po' inferiore) quanto migliore nell'esemplificare quel minimo di stile
narrativo che una produzione fantasy moderna, destinata comunque al mercato popolare con
tutti i limiti legati a questo target, deve necessariamente possedere (nonché più
regolare nelle uscite d'oltreoceano, mentre BattleChasers accumula ritardi spesso
quadrimestrali).
Per concludere BattleChasers si rivelerà inevitabilmente uno di qui prodotti che dividono
diametralmente i lettori, troverà sicuramente sostenitori (probabilmente tra i più
giovani) e certamente finirà per essere detestato da molti altri. Ma se amate un fumetto
che sia pura visione, nel tratto e nei colori (la gallery lo testimonia la bravura di
Madureira, forse il migliore della sua generazione), se siete disposti a sorvolare su
quattromila lire spese per 48 pagine delle quali la metà occupate da prodotti
sconfortanti come DangerGirl o Crimson (sui quali non mi dilungherò perché non sono
fantasy), se siete disposti a sorvolare sulla marea di sproloqui nell'editoriale del n°1
(davvero improponibile, forse frutto di una colossale sbronza del redattore), allora
potreste davvero darci una piacevole occhiata.
Cronologia al 9/11/2000:
Cliffhanger (Ed. Magic Press, £ 4000, APERIODICO!, 48pp, spillato, colore)
nn°1,2,3,4,5,6,7,8.
Links per Battelchasers:
discreto articolo su www.comicsplanet.com
buona presentazione su www.extracomics.com/comicdom
www.galactus.it/catalogo/Comics/Italiani/MagicPress/Cliffhanger.html
www.geocities.com/~bladeshadow/
www.heavens.org/angels/david/bcimages.html
www.3w-thriller.de/Madureira/Madureira1563895382.htm
e dulcis in fundo il sito della casa madre www.wildstorm.com


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