

Immagine inedita di Giuseppe Ricciardi
(Clikka per ingrandire)
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Di Nicolo'/ Delbaeth
http://cerca.li/dolmen
Brendon si presenta come il fumetto più spiccatamente fantasy della casa
editrice Sergio Bonelli, con la sola possibile eccezione di quellibrido
di diversi generi che è Jonathan Steele.
Lambientazione è realizzata con grande cura, e consiste in una Terra
post- apocalittica, dove una pioggia di meteoriti, caduti per caso o per
disegno della malvagia setta della Luna Nera, ha raso al suolo le principali
città del mondo e sollevato una cappa di cenere e polveri che oscura il
sole per diversi anni, nei quali la semplice necessità di sopravvivere
porta lumanità a regredire ad uno stato semi- selvaggio.
Il fumetto rende splendidamente il senso del tempo e della morte, utilizzando
numerose inquadrature in cui si mostrano vestigia del passato: vecchi
cartelloni pubblicitari, ruderi di moto o automobili, scheletri ancora
vestiti, parti di abiti del pre-cataclisma usati per ricoprire gli spaventapasseri.
Oltre a numerosi fantocci e manichini, spesso impiccati o in pose grottesche,
che costituiscono la proiezione di una paura irrazionale che lautore,
in una conferenza, ha confessato. Tutto questo reso dalle matite eccezionali
del team di disegnatori che Claudio Chiaverotti,
ideatore e sceneggiatore di Brendon, ha saputo riunire: dallimpareggiabile
Corrado Roi,
dotato di stile cupo ed inconfondibile, fino a Massimo
Rotundo, Esteban
Maroto ed il meno dotato Giuseppe Franzella.
Il protagonista, Brendon DArkness, è un eroe solitario e tormentato,
non privo di debolezze, e Claudio ci ha regalato già nel terzo numero
un consistente flashback sul suo passato, che è stato poi ampliato negli
albi successivi, contrariamente alla tradizione Bonelli che impone di
lasciare quanto più possibile segreti i trascorsi del personaggio principale.
Per motivi ignoti, il volto di Brendon, peraltro molto ben studiato e
decisamente originale, viene spesso velato dai disegnatori con una perenne
espressione pensierosa, che cambia di poco di fronte alle vicende in cui
leroe si trova coinvolto. Forse per aumentare la sua aura di "bel
tenebroso", sicuramente per volontà di Chiaverotti, non certo per
incapacità dei disegnatori.
Per quanto riguarda invece la qualità delle storie, landamento
è piuttosto saltuario, con picchi eccellenti ("Il carro della paura",
"Il riflesso del male", "Ritorno al passato") ed albi
la cui piattezza rasenta lo squallore ("La luna nera", "Le
fate azzurre uccidono"). A conferma del fatto che, se Chiaverotti
si mette dimpegno, è capace di regalarci grandi cose. Alcuni
numeri, come ad esempio i due sopracitati, sono purtroppo pieni di imprecisioni,
contraddizioni, colpi di scena a tutti i costi, dialoghi banali e storie
noiose; altri costituiscono piccoli capolavori di suspance ed originalità.
Come per la maggior parte dei fumetti Bonelli, ogni uscita costituisce
unavventura a sé, in genere autoconclusiva, con, al più, qualche
reminescenza dei numeri passati, senza la continuity ossessiva
dei manga e dei comics americani.
In definitiva, per meno di quattromila lire una volta ogni due mesi,
vale ampiamente la pena a mio parere di acquistare Brendon, sperando di
trovarsi tra le mani uno dei numeri "giusti", nonostante molti
dei critici siano stati decisamente severi con questa testata.
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