Quando
Gatsu, il guerriero nero, approdò per la
prima volta in Italia (agosto 96) nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Nessuno a parte
gli editori della Planet Manga (allora Marvel Manga) che
decisero di dare una possibilità all'oscuro personaggio di Kentaro Miura. All'inizio le
cose non andarono per il meglio e l'accoglienza fu tiepida, ma con il tempo la verve
creativa dell'originalissimo autore riuscì a far presa anche su quei distratti che,
probabilmente fuorviati da una iniziale immaturità grafica, avevano deciso di sospendere
l'acquisto un po' delusi dal prodotto (individui di cui io ammetto aver fatto parte per un
breve periodo). A pensarci bene non è neanche tanto strano che all'inizio Berserk non
fosse esploso come il fenomeno che molti altri prodotto nipponici (obbiettivamente molo
meno meritevoli) divenivano in breve tempo. E forse un fenomeno questo piccolo gioiello
non lo è mai diventato. Ma con il tempo, a tre anni dalla prima pubblicazione sul nostro
territorio ed alla luce della recente ristampa cronologia ci rendiamo conto di come abbia
saputo conquistare il cuore di molti appassionati. Berserk è la storia di Gatsu, possente guerriero armato di una spada dalle
dimensioni impossibili, privo di un braccio rimpiazzato da un rozzo arto meccanico
all'interno del quale è montato un rudimentale cannoncino. Gatsu non ha un occhio, ha il
corpo pieno di cicatrici dovute a battaglie e torture. Gatsu ha sul collo un marchio che,
sanguinando, lo rende consapevole della presenza del male, e che inevitabilmente attrae il
male verso di lui. Gatsu è spietato, non rispetta i deboli, che siano o meno innocenti,
non sembra avere sentimenti se non quelli generati dalla sua metodica ed inesorabile
vendetta. Di Gatsu non sapremo nulla se non quanto già detto per i primi tempi, lo
vedremo muoversi in un mondo ispirato più al medioevo europeo che a quello nipponico, un
mondo che rende omaggio al fantasy occidentale più classico (similmente a Lodoss War,
altra opera fantasy orientale dall'innegabile valore). Poi inizierà un lungo flashback
che ci mostrerà le sue origini, come e perché è diventato "il guerriero
nero", come ha subito le terribili ferite che ancora lo segnano, cosa lo ha spinto ad
imporsi di essere privo di pietà e indifferente al suo prossimo. Conosceremo il gruppo
dei Falchi di cui faceva parte insieme a Grifis e Kaska, scopriremo i terribili
poteri del bejelit e dei Cinque della Mano di Dio. Tutto in un turbinio di violenze ed
orrori che più volte portano il lettore a riflettere inquieto su come la fantasia di
Miura possa deviare verso gli angoli più bui e raccapriccianti. Berserk è un fumetto
duro, sia chiaro dall'inizio, che non nega scene di sesso e non lesina in violenze ai
limiti dello splatter. E' un fumetto per un pubblico che abbia già una certa sensibilità
fumettistica maturata sulle più disparate letture e sui più vari generi. Berserk è un
prodotto che si lascia leggere ma che non sembra concedere molta pietà nei confronti di
chi lo legge. E' disturbante e a tratti crudele. Senz'altro spietato in alcuni passaggi.
Permeato da una visone delle cose pessimistica e priva del buonismo che sicuramente molti
saremo abituati a ritrovare in parecchie produzioni fumettistiche popolari italiane,
nipponiche e (soprattutto) americane. Berserk
da vita a personaggi contraddittori e complessi che si muovono in paesaggi contraddittori
e complessi a loro volta. Parla di persone, di dubbi e delle violenze che in un mondo dove
dominano la spada e la magia come quello descritto non possono mancare. Una violenza molto
fisica anche quando, inquietante, è perpetrata dagli esseri demoniaci che infestano i
luoghi della narrazione perseguitando il protagonista e chiunque gli sia vicino. Da tutto
quello si ritorna al motivo che non ha portato mai quest'opera incredibile ad esplodere
con il successo a parer mio meritato. La debolezza del prodotto risiede appunto nel
concetto stesso espresso finora. La volontà dell'autore di rendere il suo un fumetto
difficile pur rimanendo un opera popolare. Nessuna velleità artistica (forse) ma tanto
sano desiderio di narrare avventure fantasy di stampo classico con una visione adulta e
disillusa, senza scadere nel deprimente politically correct. Tanto per dare un calcio in
faccia a chi crede il fantasy ed il fumetto in generale, prodotti per bambini (sulla
copertina di Berserk capeggia il logo "consigliato ad un pubblico maturo").
Sarebbe comprensibile quindi se a molti questa cosa non piacesse, potreste addirittura
odiare quella carogna spietata di Gatsu, trovare irritante il tratto di Miura così
diverso dal tipico disegno manga, potreste anche detestare il suo modo di scrivere, e
trovare insopportabile l'apparente totale mancanza di rispetto per la vita (e non esagero)
presente in ogni vignetta. Ma le opere più complesse, e quindi più vive, prosperano di
queste contraddizioni. E Berserk è una di queste. Può non piacere, ma merita davvero la
lettura, con attenzione.
Cronologia al 22/05/2000
Serie regolare: Berserk nn° 1-33
(mensile, brossurato, b/n, impaginazione occidentale, L. 3500)
Ristampe: Berserk Collection n° 1 (bimestrale, brossurato,
b/n, impaginazione occidentale, L. 6900)
Volume unico: Berserk Prototype (64pp. b/n e colore L. 5000)
presenta un'inedita stoira 'preparatoria' alla lunga saga, interviste all'autore,
anticipazioni sulla serie animata e sul videogioco ASCII per Dreamcast.
Da segnalare i links:
www.marvelitalia.net (gli
editori italiani, sempre meglio segnalarli)
members.xoom.it/berserkk (con
due 'k' esatto. Sito abbastanza curato e discretamente ricco)
www.comicsplanet.com (un
portale dedicato a tutto il mondo del fumetto, graficamente ed esteticamente mooolto
curato, ma tratta di molti fumetti e non solo di quello in questione. Inoltre ci scrivono
forse le persone più incompetenti in cui mi sia mai imbattuto, ma non voglio giudicare
toppo precipitosamente. )
www.naar.net/berserk (informazioni
sull'anime di prossima pubbliacazione e galleria di immagini)
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