| Bolt Crank, dalla Artax
alla Zer0. "Mi chiamo Bolt Crank... sono un avventuriero"
Sono la tua ombra... e ti seguo da anni. Chi è Leon? Chi è Bolt?
Ombre che ci seguono per tutta la vita, ma cosa è l'ombra per noi? E cosa è l'ombra per
Bolt? E poi, Bolt è Leon oppure Bolt e Leon?
Cosa fareste se una mattina vi accorgeste che la vostra ombra ha distrutto la vostra vita?
Che ha ucciso i vostri amici. La vostra donna. Tutto. E cosa fareste?
Bolt, oppure Leon, si trova a
lottare con la propria ombra, in una avventura che vi accompagnerà per tutti i 10 numeri
dell'edizione italiana, che abbraccia diverse avventure, leggibili separatamente eppure
accomunate da un filo conduttore. Graficamente molto accattivante, Akihito
Yoshitomi è stato in grado di rendere molto bene, anche grazie ad effetti e scene
"cinematografiche" un'azione pura, accompagnata a storie divertenti,
accattivanti e, importante, godibili in più chiavi di lettura, il che potrà avvicinare
questo manga anche ad un pubblico non particolarmente vicino alle opere dell'autore
nipponico.
In sé per sé Eat Man non ha pretese di apocalissi o ragazzini salva mondo, ma il
personaggio ha una caratterizzazione talmente intensa che difficilmente qualcuno potrà
astenersi dal dire, dopo averlo letto:
"Mi chiamo Bolt Crank... sono un avventuriero."
E per chi fosse appassionato di piccole chicche ed informazioni, Eat Man ha avuto anche,
oltre a quella nipponica, un'edizione americana, diversa non solo per le copertine e la
grafica del titolo, ma anche per il personaggio che si autodefiniva:
"I'm Bolt Crank...i'm an explorer."
Oltre questa piccola curiosità, le varie serie non dovrebbero presentare differenze, né
nei nomi dei personaggi, che sono rimasti quelli affibbiati loro dall'autore, né in
quant'altro caratterizza questa eclatante serie.
Ed il successo della collana oltreoceano è anche stato testimoniato dall'interessamento
diretto di Jim Lee (creatore dei Wildcats
e fondatore/patrono dei Wildsotrm Studios) che ha mostrato
intenzioni serie di disegnare alcuni albi con protagonista il "mangiametalli"
completamente realizzati in territorio statunitense.
Avete letto bene. Mangiametalli. Perché la caratteristica peculiare del personaggio,
aldilà del suo fascino dovuto alla caratterizzazione sia visiva che narrativa, deriva
anche da questa piccola stranezza. Maggiore esempio di come l'autore, forte di un talento
affatto comune, sia riuscito a sviluppare un'idea potenzialmente demenziale in qualcosa
che (con tutti i limiti del caso) può essere definito geniale. Il protagonista è infatti
capace di ingerire qualsiasi tipo di metallo (che predilige, ma sarebbe in teoria capace
di assumere qualunque tipo di materiale) che poi è in grado di elaborare e ricombinare ed
espellere dal braccio sotto diverse forme, compresa quella originale. Davvero sorprendente
risulta l'utilizzo che l'autore riesce a fare di questa caratteristica dell'avventuriero,
regalando alcuni momenti di puro genio o di incredibile drammaticità alla storia,
qualcosa che difficilmente può essere espresso in questa sede, ma che risulta evidente
dopo anche una semplice lettura di uno degli episodi.
In Italia il successo della serie è stato lievemente inferiore rispetto al resto del
mondo, testimone ne è la scarsa presenza del nostro eroe sulle riviste specializzate o
sulla rete. Ma di certo non ci si può stupire di un simile fenomeno, quando si ha a che
fare con un'opera tanto complessa e difficile, che continuamente stimola le capacità
deduttive del lettore ponendo indizi spesso infinitesimali per chiarire il complesso e
vasto mosaico che le varie storie compongono e che solo a tratti risulta evidentemente
riferito al misterioso passato dell'eroe (Lui è in realtà Leon? Lo spietato killer che
in passato si è macchiato di orribili crimini? E perché tutti dicono che Bolt non è
invecchiato di un giorno in dieci anni? Qual è la natura dei suoi poteri? Che origine
hanno? E chi è il suo spietato sosia noto come Shadow?).
Un passato che si dipana lungo una complessa serie di flashback e di personaggi secondari
che un po' per volta rivelano dettagli sull'identità del personaggio, tutto ambientato in
un mondo del quale l'autore non ci da nessuna spiegazione, limitandosi a disegnare uno
scenario vasto quanto vario, dove dominano le tecnologie più complesse rappresentate da
grandi città isolate all'interno di vaste distese desertiche e dove punteggiano a volte
villaggi primitivi, territori selvaggi abitati da draghi ed altri mostri, variando con
sapienza dal genere fantascientifico al fantasy fatto di spade, cavalieri ed, a volte,
strane razze semiumane e magia. Un mondo che potrebbe persino non essere la Terra, o
esserlo in un lontano futuro post-apocalittico.
Per concludere saremmo tentati di consigliare il prodotto a chiunque, ma
consci della difficoltà di approccio che molti (noi per primi) possono avere nei
confronti dei manga ci limitiamo ad un esame oggettivo del prodotto. La qualità di
Eat-man è qualcosa di comunque obbiettivo, i testi non rasentano mai il lirismo di alcuni
autori europei o americani ma sono efficaci nella loro costruzione e nella struttura
brillante dei dialoghi, rendendo perfettamente la caratterizzazione dei molti personaggi
secondari insieme a quella del protagonista. Il tratto di Yoshitomi invece è splendido,
ricco di dettagli ed abile nel rappresentare tecnologie e paesaggi quanto creature e
personaggi, tutti ricchi di orpelli e dettagli nell'abbigliamento. Difficili da
dimenticare sono le sue ragazze (ne appaiono davvero molte), esili ma dotate di una carica
sexy paradossalmente più forte di molte altre "procaci" eroine di carta. Così
come da brivido sono alcune sequenze della narrazione, dove una costruzione della vignetta
di impostazione visibilmente cinematografica ed un sapiente (nel senso stretto del
termine) uso del primo piano regalano momenti di intenso pathos all'azione.
Insomma, un prodotto da vedere, almeno una volta. Se odiate i manga, tanto per ripeterci,
Eat-man potrebbe anche portarvi ad allargare i vostri orizzonti.
Cronologia della serie (attualmente sospesa in attesa di nuovo
materiale dal sol levante)
Eat-Man (Collana Japan, 13x18, brossurato, 96pp, b/n. £3500,
bimestrale) dell'Ed. Planet Manga/Marvel Italia.
N° 1 dell'Ottobre '97
N° 2 del Dicembre '97
N° 3 del Febbraio '98
N° 4 dell'Aprile '98
N° 5 dell'Agosto '98
N° 6 dell'Ottobre '98
N° 7 del Dicembre '98
N° 8 del Febbraio '99
N° 9 dell'Aprile '99
N° 10 del Giugno '99
Alcuni link su Eat-man :
www.marvelitalia.net , ottimo articolo su www.wangazine.it/eatman.html , galleria di
immagini tratte dala serie animata su www.animeart.com/eatman/1/
Non quanto mi aspettassi sul fumetto di Yoshitomi. E pensare che qualcuno si ostina a
parlarne come un fenomeno editoriale. Ma dove?! Meriterebbe moooolto di più...

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