"Il mio unico desiderio è
diventare il dominatore di tutto il mondo" Così si
presenta Dark Shneider, l'oscuro distruttore, protagonista di
uno dei manga più irriverenti di maggior successo degli anni 90. Nato dalla matita del
giovane e molto immedesimato Kazushi Agiwara questo fantasy
atipico è ambientato in uno scenario che deve molto ai "mostrari" più classici
della letteratura e dei GDR fantasy più noti nonché ad un'influenza che spazia sena
soluzione di continuità tra il medievaleggiante e l'ambientazione post-apocalittica. Non
è difficile infatti incontrare, senza apparenti spiegazioni, scenari simili a quelli che
ci si aspetterebbe in un qualunque meidoevo europeo ed altri simili a vecchie città
distrutte tipiche di racconti fantascientifici di un certo settore (anche se, dicendoci la
verità, gli scenari non sono mai abbastanza dettagliati da poter rendere una
sufficientemente ricca idea dello scenario). Facile quindi capire che la cosa di cui
sicuramente Bastard non deficita è l'originalità, elemento magistralmente espresso dalla
figura del protagonista. 
Potente stregone assolutamente privo di ogni principio morale, mosso solo da una
irrefrenabile sete di conquista e da una lussuria seconda a nessuno, paradossalmente
intrappolato nel corpo di un bambino dal quale può essere liberato solo dal bacio di una
vergine. Arrivato quasi al raggiungimento del suo scopo di conquista mondiale anni prima
dell'inizio della nostra storia Dark Shneider venne sconfitto ed imprigionato da cinque
individui tra i quali Geo Nort-Sort, chierico esperto che al
momento della morte dello stregone, accortosi che questo aveva effettuato un incantesimo
di reincarnazione, lanciò su di lui un sigillo magico che ne avrebbe confinato l'essenza
per sempre all'interno del nuovo corpo che questi avesse assunto, corpo rappresentato dal
piccolo Rusie Renren, timido ed impacciato bambino (potremmo
anche definirlo, con l'idioma del nord, "un ciula") nonché migliore amico e
protetto della figlia di Geo: Yoko. E sarà proprio il bacio
della bella (e, ma guarda un po', illibata) Yoko, dato nel momento del bisogno a
risvegliare la potente entità racchiusa nel corpo del bambino che provvederà
all'annientamento dei nemici di quel momento. Perché Dark Shneider è malvagio ma ha un
codice morale, ed avendo tutti i ricordi di Rusie, amando di conseguenza Yoko come Rusie
la ama, giurerà fedeltà alla ragazza nonostante il suo desiderio fisico verso di lei sia
frustrato dal legame tra il sigillo mistico che lo costringe in forma di ragazzo privo di
poteri e la di lei verginità.
Ma il risveglio del potente stregone sarà solo l'inizio di un più complesso disegno.
L'attacco al castello della giovane faceva parte dell'avanguardia dell'esercito di Abigail, mago malvagio intenzionato a risvegliare il dio del male Anslasax aiutato dal mago Kall-su, un
tempo compagno di conquiste di Dark e dai suoi alleati, il ninja Gara
e la bella (mezz')elfa oscura Arsh-Nei, quest'ultima in
passato intimamente legata al redivivo stregone.
La saga inizia dunque così, in un
turbinio di crude violenze in cui la magia assume connotazioni particolarmente
"gore" e sanguinolente, ma scandite da situazioni ai limiti del paradossale e
del comico nei momenti in cui l'ego smisurato di Dark Shneider sconfina in diversi
apprezzamenti su se stesso e sugli altri ed in comportamenti che ne denotano l'incredibile
fame sessuale e l'amoralità gioiosamente dichiarata. Bastard di conseguenza risulta una
serie abbastanza "sui generis", simile per certi versi ad altri fumetti d'azione
comico demenziali (per affinità di tema la mente va subito a The
Slayers) ma molto più marcata per quanto riguarda il tono che riesce a variare
dello splatter alla comicità più assurda e demenziale nell'arco di due pagine o
addirittura tra le vignette della stessa pagina. Con buona pace dell'originalità,
sicuramente affascinante per un lettore che inizia a seguire questo prodotto. Purtroppo la
giovane età dell'autore, tradotta in una certa immaturità, già evidente all'inizio
comincia a farsi largo in maniera anche fastidiosa con il proseguire della serie, con una
predilezione sempre crescente per le situazioni comico sessuali e con un conseguente
allontanamento dai temi del fantasy più graditi al pubblico di certe pubblicazioni.
Inoltre il tratto e lo stile di disegno si possono definire quantomeno altalenanti, con
pagine in cui (specie nei primi piani e nelle figure femminili) l'autore da una più che
buona prova di talento e bravura ed altre in cui la qualità cala in maniera verticale. Tutto questo condito con una non eccelsa abilità
nell'organizzare l'ordine delle vignette inevitabilmente lesiva per la leggibilità (e la
discutibile, ed inspiegabilmente diffusa, scelta di mantenere l'impaginazione orientale
anche per l'edizione italiana non aiuta di certo). Infine si può tranquillamente dire che
Bastard cominci discretamente ma che, per mancanza di idee o altro, non sia in grado di
mantenere il tono della narrazione iniziale. Ma forse si tratta solo di una scelta di
Hagiwara resosi conto che il successo della serie fosse maggiormente dovuto agli elementi
più divertenti e semplici rispetto che al tono drammatico dell'azione. Di conseguenza
appare chiaro che Bastard sia un fumetto rivolto a chi cerca un determinato tipo di
fantasy, del quale, effettivamente, non ci sono molti altri esempi in giro. Certo se vi
piace il tipo di comicità descritto sin'ora ne andrete pazzi, ma se avete amato serie
fantasy più "serie" (come l'anime di Lodoss War o Berserk) non credo faccia per
voi.
Links: darkbane.
supereva.it/itabasmain
www.mangaeco.com/pages/bastard
www.marvelitalia.net
www.planetmanga.net
www.comicsplanet.com
www.geocities.com/TimesSquare/Alley/3064/itabasch.html

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