"Le sei luci erano sei eroi
Il primo era Fharn dalla bianca armatura,
con una spada sacra divenne re.
Il secondo era un cavaliere in mano ai demoni,
e divenne Beld, re di Marmo.
Il terzo era il nano chiamato Frebe,
ultimo re del paese di Pietra.
Il quarto era un mago molto sapiente
Il suo nome era Wort il saggio.
La quinta era una sacerdotessa della dea Marpha,
e il nome che portava era Neese.
C'era poi un cavaliere senza nome,
una luce tramandata dal passato." Con questa canzone,
intonata da un bardo, si apre la serie OAV "Record of Lodoss
War". Forse primo esperimento di fantasy di impostazione classica made in
Japan nonché dichiarato omaggio al mondo dei fantasy europei ed a quello immaginato nel
gioco di ruolo Dungeons & Dragons (il primo D&D e non
l'Advanced come molti erroneamente ritengono) del quale ogni personaggio rappresenta
effettivamente la trasposizione di una classe giocante (manca solo l'halfling) e la summa
delle caratteristiche dominanti di questa.
Lodoss War è inoltre uno dei pochi esempi di produzione concepita inizialmente per il
mercato home video e solo in seguito diventata un manga. Il volume che trattiamo in questa
sede rappresenta in effetti la prima incursione nei fumetti del mondo di Lodoss, una
incursione ricca della stessa epicità e della poesia proprie della sede OAV, e della
stessa qualità e capacità di coinvolgere.
Nella serie home video la leggenda dei sei eroi che anni addietro protessero Lodoss dai
demoni è soltanto accennata e ricopre un ruolo indiretto, seppur importante,
sull'economia della saga. Nel volume "La guerriera di
Pharis" ( di Ryo Mizuno e Akihiro Yamada, edito da Dynamic Italia al
prezzo di £ 13000) viene direttamente trattata la nascita di quella leggenda, trenta anni
prima degli eventi narrati nella serie animata, e le gesta dei sei eroi tramite gli occhi
di quella che poi diviene l'effettiva protagonista della storia: l'alta chierica di
Pharis, la giovane Flaus.
Secondo le intenzioni dell'autore è proprio questo essere protagonista della storia a
renderla estranea alla leggenda dei sei, che lentamente le si dipinge intorno, con
l'introduzione graduale dei personaggi che poi ricopriranno un ruolo importante tra i
comprimari della serie animata. Conosceremo così le gesta della gioventù di Beld, sprezzante mercenario di umili origini diretto verso un
oscuro destino, del suo compagno Wort, potente mago che
rinuncia agli agi dell'accademia della magia per seguire il suo amico in una vita di
vagabondaggio. Assisteremo all'arrivo di Fharn, comandante
dei cavalieri sacri del regno di Valis accusato di tradimento, alla fuga di re Frebe dal paese di Pietra devastato dai demoni, all'arrivo della
sacerdotessa Neese per aiutarlo ed all'apparizione di un
misterioso cavaliere abile con la spada e con la magia, un individuo senza nome, una donna
sin troppo somigliante a quella che sarebbe diventata la strega grigia Karla.
E tra di loro la giovane Flaus, soverchiata dalla tristezza
per la morte che i demoni portano nel suo mondo quanto determinata a porre fine a tanta
violenza con l'aiuto dei suoi compagni. Misto di innocenza e forza, tristezza e rabbia,
forse il personaggio meglio delineato della storia.
Così vengono presentati i personaggi e lentamente le loro interazioni, soprattutto viene
posta importanza nel rapporto tra Fharn, Beld e Flaus. I primi due guerrieri di pari
valore e di talmente opposti principi, due antitesi che lottano per un bene comune, uniti
dalla necessità e divenuti amici ma destinati allo scontro, e tra di loro una donna che
nutre sentimenti contrastanti, attirata dal coraggio del mercenario Beld quanto respinta
dalla natura oscura che avverte in lui.
"La guerriera di Pharis" si presenta così come uno dei migliori esempi sia di
fantasy made in Japan sia di fumetto nipponico in generale (e non solo nipponico). Scritto
con sensibilità e senso dell'azione e disegnato in maniera dinamica con una voluta
tendenza dell'autore ad tratto simile a quello europeo, raffinato, dettagliato, nettamente
superiore alla media dei manga.
Peccato che l'autore Mizuno non sia riuscito con la nuova
serie regolare a (pubblicata da poco in Italia e già trattata in questa sede) a
riprendere lo stesso tono epico e profondo preferendo forse i toni demenzial/umoristici
che hanno rappresentato il successo di altre serie fantasy nipponiche dell'ultimo periodo
(uno su tutti Slayers). E forse molti di coloro che hanno amato Lodoss lo avranno preso
come un piccolo tradimento, forse a ragione, ma le regole di mercato sono queste, e la
"Guerriera" esiste soprattutto per loro, che hanno ancora voglia di assaporare
lo spirito di Lodoss. Purtroppo l'edizione italiana della saga è clamorosamente
incompleta, il volume pubblicato dalla Dynamic è solo il primo delle due uscite previste
ed ancora, per motivi poco noti, non vi è traccia della seconda. Possiamo solo sperare
che prima o poi la casa editrice ci conceda il privilegio di assistere al culmine della
leggenda da cui è nato tutto. Intanto non posso che consigliare di procurarvi e leggere
l'unico volume edito. La reperibilità sarà ormai bassa (la pubblicazione risale a
qualche anno fa) ed il costo non è indifferente. Ma "la guerriera di Pharis" è
un capolavoro, ricco e profondo, con il sapore epico di avventure passate. A me i manga
non piacciono. Eppure l'ho adorato. Traete le vostre conclusioni

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