by Dario jedhal-harlock@libero.it


La casa editrice Crossgen Comics nasce nella metà del 2000 dall'imprenditore Mark Alessi, miliardario della new economy, e da Gina M. Villa, nuova realtà editoriale indipendente a porsi in un mercato ormai stabilmente dominato dai grandi colossi della storia die Comics americani come Marvel e DC. E la Crossgen nasce da presupposti sicuramente interessanti. Innanzitutto prende il proprio nome da quello che vuole essere il fulcro portante degli archi narrativi, almeno iniziali, delle loro testate, ovvero la Cross-generation, la generazione di passaggio presa nel mezzo delle macchinazioni di alcuni esseri cosmici (la cui identità, per ora, non ci è dato conoscere) e basa il proprio parco testate su un cosmo coerente ed interconnesso, in particolare su un vero e proprio sistema solare, dove ogni pianeta ospita le avventure narrate in un particolare testata.

Ora noi ci spostiamo sul pianeta Avalon.
Osservate questo mondo e vedete uno scenario che alcuni di voi si saranno trovati davanti centinaia di volte nello loro letture fantasy.
Un mondo feudale con nazioni sempre in bilico tra pace e guerra, dove cavalieri valorosi ed intrepidi principi si sfidano per provare il loro valore, vedete agili draghi saettare nel cielo e imponenti bestie terrestri vagare per le foreste, vedete uomini ed individui di altre razze. Non vedete nulla di nuovo, nulla che in apparenza non abbiate già visto.Ethan
Eppure vi sbagliate. Osservate nel dettaglio e notate cose bizzarre, notate che le magiche spade dei guerrieri non sono rese forti dalla magia ma da microscopici congegni al loro interno, notate che le navi volano a pelo d'acqua sorrette da generatori energetici e a poco a poco vi rendete conto che la quantità di razze che si presentano davanti ai vostri occhi non sono frutto di magia ma di scienza, create dall'ingegneria genetica allo scopo di essere utili agli uomini, o solo perché questi possano avere qualcosa a cui ritenersi superiori.
Questo è Avalon, un mondo feudale dove tutto appare antico ma dove la tecnologia ha raggiunto livelli elevatissimi, un mondo che ha raggiunto l'equilibrio nonostante l'ostilità tra le due principali forze del regno, un mondo in cui grazie alla scienza l'uomo domina su ogni cosa. Un mondo nel quale l'arrivo, inaspettato e dirompente, di una antica magia è destinato a portare guerra.
E da queste basi parte la storia di Scion, della coppia Ron Marz e Jim Cheung, un fantasy sui generis, difficile da catalogare persino come technofantasy, un prodotto che basa la sua impostazione narrativa sulla volontà di stupire e di dipingere nuovi mondi tipica del fantasy ma che dipana il suo scenario mediante i canoni della science fiction più raffinata.
La storia parla del principe Ethan, rampollo più giovane dell'illuminata dinastia Heron dell'Ovest, e di come venga in possesso del Sigillo - mistico marchio che rende ricchi di potere i suoi possessori - lascito di una entità cosmica o divina che non di buon grado vede la pace, e che nel conflitto ritiene essere il modo in cui i mondi dell'universo Crossgen eviteranno di divenire freddi e di morire.
Così assistiamo al torneo annuale tramite il quale le dinastie Heron dell'Ovest e Raven dell'Est celebrano lo scontro e rendono omaggio al loro passato di conflitti, una manifestazione in cui i principi dei due regni si affrontano ed il cui svolgimento è necessario al mantenimento della pace.
Ed è proprio poco prima dello scontro che Ethan riceve il Sigillo, senza potersene rendere conto sino al momento in cui le conseguenze di questo dosso non si faranno più gravi. Perché attraverso mistico marchio gli esseri che non vedono la pace come un bene esercitano il loro potere, e se è vero che chi lo riceve è potente è anche indubbio che questo lo renda in qualche modo manipolabile.
BronE mentre infuria il duello tra Ethan ed il principe Bron dell'Est il Sigillo si attiva, muove autonomamente il braccio di Ethan mentre questi è sul punto di soccombere, carica di energia mistica la spada del giovane e lo porta a colpire l'avversario.
Il primo sangue è versato, le regole del torneo dichiarano Ethan vincitore.
Ma c'è un problema: la ferita al volto di Bron non può essere guarita neanche dai sofisticati androidi guaritori, egli resterà sfigurato ed Ethan viene accusato di aver usato un'arma non regolamentare. L'onore della casata Heron è macchiato, e quello dei Raven chiede un risarcimento.
Inutile dire che la dinastia dell'Est, violenta e tirannica, non chiede di meglio che un buon motivo per riaprire apertamente le ostilità con i propri eterni avversari.
Ma Ethan, sorprendendo tutti, si consegna nelle mani dei propri avversari. Prigioniero volontario per un anno sino al successivo torneo, una prigionia che nelle umide carceri dei regni dell'Est è simile all'inferno, e dalla quale nessuno può avere la certezza di uscire vivo.
Da quel preciso istante iniziano le avventure, narrate in questo primo volumetto edito in Italia dalla neonata Lexy Edizioni, del giovane Ethan insieme al suo scudiero Skink, membro della razza dei Reietti, esseri creati artificialmente per svolgere le più umili mansioni, schiavi all'Est e semplici servitori all'Ovest.
Assisterete così all'imprigionamento di Ethan ed alla sua fuga per mano della misteriosa Ashleigh, principessa della dinastia dell'Est rinnegata a causa dei metodi brutali, da lei non condivisi, della propria casata, decisa a coinvolgere Ethan nella crociata dell'Underground, segreto mondo sotterraneo creato dai Reietti al fine di liberare i propri simili dalla condizione di ultima tra le classi sociali. E vi troverete di fronte alle macchinazioni del re Raven, trovatosi di fronte all'occasione sempre ricercata di poter ricondurre le due nazioni in guerra. Assisterete alla spietata caccia che Bron darà al giovane principe nemico ed all'apparizione di Exeter, massiccio reietto, cacciatore di taglie esperto ed implacabile, il cui incontro con il fuggiasco sancirà un cambiamento nella vita di entrambi.Ashleigh

Narrativamente parlando Scion non è certamente un prodotto che si distingue per originalità o maturità di temi, certo la connotazione di denuncia sociale, possibile metafora di problemi inerenti la nostra stessa realtà quotidiana, rappresenta una presa di posizione lodevole. Le digressioni sul razzismo e sull'intolleranza hanno il loro peso, e sicuramente rimanere impressa la figura di Skink, Reietto ed umile servo, malvisto da molti e trattato al pari di un animale domestico, ma capace di assoluta fedeltà e dotato di un animo nobile come in pochi individui umani si può incontrare (nonché custode di un misterioso segreto). Per il resto la narrazione è fluida e bisogna riconoscere allo scrittore una certa abilità nel gestire la storia con un ritmo ben bilanciato. Ed in fondo Ron Marz è un autore rodato, nei suoi molti anni di esperienza nel mondo del fumetto ha collaborato con le maggior parte delle case produttrici più importanti ed ha lavorato praticamente su tutti i principali personaggi (importantissimo il suo apporto al Silver Surfer della Marvel ed al Green Lantern della DC), e sebbene personalmente io non abbia mai amato il suo stile un po' troppo classico ne è innegabile è il mestiere. Il disegno invece sorprende: Jim Cheung aveva già avuto modo di mettersi in mostra sulle pagine di Iron Man e X-Force (entrambi Marvel) e su questo prodotto sembra avere raggiunto un importante punto nella sua maturazione di disegnatore. Il suo tratto pesca nelle influenze del fumetto europeo e nella migliore scuola USA con influenze visibili da autori del calibro di Travis Charest o Chris Bachalo. Le tavole sono ricche di dettagli ed abiti ed armature sono curatissimi, ma evitano sempre di "caricare" troppo l'immagine quando la narrazione richiede un incremento di ritmo. Le anatomie sono precise ed armoniche, e le donne hanno un fascino notevole ed elegante, senza doversi appoggiare ad esagerazioni caricaturali delle forme (come nel Battlechasers di Madureira). Forse è ancora acerbo nelle sequenze di azione o nelle prospettive più ardite e può ancora crescere, ma si tratta di dettagli.
Come di dettagli si tratterebbe a voler trovare necessariamente difetti in questa opera.
Siamo ben lungi dal capolavoro fantasy, questo è certo, ma Scion è qualcosa di ben realizzato, fresco, scritto con abilità (finalmente!!) e disegnato con classe. Se non piace è puramente una questione di gusti personali, ma quelli non devono essere discussi.

la casa madre www.crossgen.com
la casa editrice italiana www.lexyproduktion.com
www.comicsplanet.com
www.comicus.com


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