Ah, il giardino! Da quanto parlo del mio giardino posso perdonarvi per aver pensato che io fossi un brillante giardiniere. Ma immagino che, come nel baseball o molte altre cose, uno non deve esservi particolarmente bravo per fare ciò che può e apprezzarlo. Il mio coinvolgimento col mio giardino risale a quando mia madre o i miei nonni ingaggiavano mio fratello e me per qualche attività di giardinaggio: qualche volta per piantare, più spesso ad estirpare le erbacce. Nel corso degli anni mia madre talvolta surgelava e inscatolava, e un rituale o abitudine dei lavori da giardino divenne intessuta nella mia psiche. Quando divenni abbastanza grande da avere un mio posto con spazio potenziale per un giardino, ero impaziente di provare con le mie mani quello che era sempre stato un compito da adulti.
Negli anni dello sviluppo della mia carriera, il giardino ha assunto un ruolo importante e speciale nel mio diario annuale. Mentre il mio stile di vita diventava sempre meno ordinario, sentivo che uno dei pochi modi per mantenere un senso di avere delle radici era attraverso il mio attaccamento al giardino. Ho perduto tempo per fare e imparare tanti altri compiti domestici che le persone non-'pubbliche' potrebbero prendere per ordinari e anche come non importanti ma che, allo stesso tempo, li fanno sentire 'sviluppati' come una persona qualsiasi. Il giardino sarebbe stato il mio filo di congiunzione con la vita che avevo prima che la mia carriera si sviluppasse, e sarebbe stato ancora li dopo che essa fosse declinata.
A parte il giardino, ho cominciato a rispettarlo e amarlo perché incarna molte lezioni della vita: nutrire, sradicare, la diversità, il ciclo della vita; allegria alla pura abbondanza della sua forza che da vita, la sua bellezza, la sua serenità e anche le sue delusioni, le sue interdipendenze e le catene di relazioni simbiotiche. È uno dei miei pochi santuari.
Il corridoio faunistico è qualcosa con cui sono venuta relativamente da poco in contatto. Dato che vivo in una fattoria e ho alcune aree boschive, e anche le fattorie del vicinato hanno lotti boschivi, c'è una certa tendenza in atto di accrescere, con alberi e cespugli, corridoi che servono come passaggi sicuri e carichi di cibo per la fauna locale come cervi, coyote, volpi e conigli nella loro strada. Sono agli inizi nell'imparare quali piante e alberi supportano gli animali che li usano, inclusi uccelli e farfalle, ma ho già oltre 5000 alberi di diverse età e gruppi piantati attorno alla proprietà.
La fase della ricerca non finisce mai. Sempre, nei miei viaggi e nelle letture, sono alla ricerca e sono attratta da certi argomenti che afferrano o sono relative ai miei interessi. Le connessioni storiche come si manifestano nei costumi locali è uno di essi. Una volta stesa una grezza pianificazione per una nuova pubblicazione, questa fase di ricerca si intensifica e comincio a leggere e a viaggiare in posti di particolare interesse. Tutto il tempo, prendo nota di idee, frasi, immagini. Ho anche imparato a viaggiare con un piccolo registratore per afferrare le melodie che saltano fuori mentre stai facendo altre cose, talvolta cose anche abbastanza mondane. L'intero processo è come una spirale che raduna informazioni, idee, distillandole finché non ho finalmente un abbozzo delle melodie e dei testi.
Cercare di identificare le mie influenze può essere una cosa relativamente difficile. non so se fare o no differenza tra influenza e ispirazione. Come la descriverei io, certamente visitare l'esposizione celtica a Venezia nel 1991 è stata una influenza di gran rilievo, essendo stato li che ho imparato per la prima volta che i Celti erano tribù provenienti dall'euopa mediorientale sian dal 500 a.C. Questo mia ha dato come un importante trampolino creativo dal quale posso saltare ogni volta che intraprendo il viaggio di una registrazione.
Non sono sicura di cosa intendi per filosofia della composizione. Non guardo al processo di composizione in una maniera filosofica. È il sottoprodotto di un processo di apprendimento e scoperta interiore che viene dalla ricerca spronata dai miei interessi, e fiancheggiata e puntellata dalle mie filosofie personali.
Beh, lasciatemi dire che raramente un giorno assomiglia al successivo. A parte il fatto che ci sono poche cose prevedibili nell'amministrare e portare avanti una carriera nel business della musica, i miei interessi e inclinazioni personali mi hanno portato ad avere molta carne al fuoco. Nemmeno nessun anno è come gli altri, in quanto una fase di ricerca appare e funziona in modo molto diverso che in quei periodi in cui sono in studio o in tour. Non c'è dubbio, l'unica costante di tutte queste fasi, inclusa quella del mio tempo libero, è il viaggiare. Avendovi detto questo, posso darvi uno spaccato di come funziona una mia giornata in una di queste fasi, a partire da adesso.
Un giorno negli ultimi mesi potrebbe essere così: mi alzo tra le 5:30 e le 6:30, e in questo tempo mi prendo cura dei miei cani e talvolta faccio qualche chiamata oltre oceano. Dopo i cani e io andiamo fuori per una passeggiata di mezz'ora; qualche volta vado a prendere il giornale. Quest'anno ho completato due mezze maratone e di solito faccio le mie corse prima di andare in ufficio alle 9:00. Rimango la di solito sin verso le 17:30. (Nei primi giorni di The Visit, andavo in ufficio alle 7:30 e stavo li sino alle 21 o alle 22:00 e mangiavo sempre al ristorante.) In ufficio, la mia attenzione è rivolta alle richieste per l'utilizzo della musica (per film, progetti di danze, compilation), creare oggetti di marketing, discutere gli obiettivi, linee temporali, budget, contenuti creativi, occuparmi della posta dei fan. Sul fronte non della carriera, molto del mio tempo è stato dedicato a completare il setup del Water Safety fund (adesso abbiamo un superbo consiglio consultivo), collaborazione a certe iniziative per la sicurezza sull'acqua, la conduzione di alcune di esse da parte nostra (recentemente abbiamo fatto pressione per l'uso dei PFD [1] nel dragon boating [2], una cosa in cui sono stata coinvolta casualmente cinque anni fa). Sono anche stata d'assistenza nell'aiutare a costuire un centro di recupero della fauna selvatica nell'area e più recentemente ho fatto l'inusuale passo di acquistare una scuola parrocchiale in Stratford come misura temporanea per assicurare che, almeno, l'edificio sia preservato per un uso significativo nella comunità.
Attorno alle 17:30 prendo un po' di cose dal droghiere e torno a casa per cena. A secondo del periodo dell'anno, prendo i cani (quattro e grossi!) per un altra corsa intorno al campo prima di sederci per cena (beh, loro non si siedono tutti, ma io lo faccio!). Qualche volta faccio altre telefonate, faccio i lavori di casa, lavoro in giardino. Le settimane talvolta terminano con un viaggio a Toronto. Cerco di essere a letto per le 22:30 o le 23.
Brevemente, un giorno in studio, come durante la registrazione di The Book of Secrets, comincerebbe con una nuotata e la lettura del giornale, poi guiderei intorno alla campagna ascoltando le tracce del giorno prima che cominci il lavoro in studio alle 10 di mattina. Facciamo un break di un'ora alle 13 e lavoriamo fino alle 17, a quel punto io vadoa fare una corsa e mi riunisco agli altri per cena alle 19. Poi torniamo in studio fino a mezzanotte e continuiamo così per sette giorni alla settimana per almeno due o tre settimane di fila. Mi creo sempre un mini-ufficio nella zona dello studio dove posso occuparmi delle cose che salterebbero fuori a uno dei miei due uffici, o con la compagnia di registrazione o col designer che è già al lavoro sui design. Quando si avvicina il momento dell'uscita del disco bisogna sempre lavorare sui piani di marketing e creare gli strumeti di mercato e preparare tutto per le visite promozionali internazionali che avranno luogo nei primi mesi.
Spesso un tour ha luogo da due a quattro mesi dopo l'uscita, e prima del tour, la pianificazione deve essere partita con almeno un anno d'anticipo. Agenti, luoghi di ritrovo, disponibilità di posti, prezzi dei biglietti, arrangiamenti dei viaggi, promoters, merchandise, equipaggiamento, design delle scenografie, budget e scadenze, assicurazioni... potrei andare avanti... tutto deve essere completato con grande accuratezza e molto dettagliatamente. Per fortuna ho dei grandi incaricati, e molto del carico di lavoro ricade su di loro. Comunque devo sapermi arrangiare in tutte queste aree in quanto la responabilità in definitiva è mia[3] e sono responabile non solo della salute e del benessere di una compagnia di viaggio che può arrivare ad essere di trenta persone, ma anche delle attese e dei bisogni del pubblico che partecipa alle mie performance.
Un giorno di tour generalmente inizia con una nuotata, colazione e poi via in viaggio, via aereo o bus. All'arrivo di solito vado in hotel e mollo le mie cose. Poi posso essere chiamata per delle interviste, dal vivo o telefoniche, se non per la città in cui sono, allora per qualche data ormai vicina. Mi viene anche chiesto di fare sessioni di autografi ai negozi di dischi. Cerco di arrivare al luogo dello spettacolo per le 15 o le 16. Se il tempo lo permette, mi faccio una corsa. Questo è anche il momento per controllare con la la troupe, gli autisti, la gente delle mercanzie e del catering per vedere se tutto sta andando bene. Può anche darsi che sia nel mio camerino a firmare varie cose finchè non mi chiamano per il soundcheck. Di solito continuiamo col soundcheck fino alle 18, ora in cui ceniamo. Preferisco che sia una cosa il più in comune possibile così c'è un maggiore senso di cameratismo tra tutti. Di solito non mangio molto. Attorno alle 19, faccio qualche esercizio fisico per riscaldarmi, e dopo qualche esercizio vocale. Lo show di solito comincia alle 20, a meno che non siamo nella zona del Mediterraneo in cui può cominciare alle 21, alle 22 o anche alle 23.
Dopo la fine dello show mi cambio velocemente i vestiti di scena e incontro la gente della compagnia di registrazione locale e i loro ospiti, e firmo autografi per i fan. Questo può occuparmi sino a due ore dopo lo show. Dopo di questo, o salgo sull'autobus con gli altri, mi siedo e mi prendo un té, faccio qualche chiacchiera, trovo la mia cuccetta e lascio che il giorno si dissolva nelle miglia di strada e nelle luci di strada che lampeggiano mentre ci allontaniamo... o vado in hotel dove ricevo un massaggio o vado a letto, o conduco qualche altra intervista nelle ore piccole del mattino con posti dove i fusi orari mi obbligano a questo itinerario. Il fascino sparisce del tutto a questo punto!
[1] Personal Flotation Device - salvagenti insomma! :-)
[2] Un tipo di canottaggio a 12 molto veloce
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[3] Qui Loreena usa un modo di dire impossibile da
tradurre letteralmente ma dal medesimo significato.
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Mi spiace ha la risposta a questa domanda debba essere più corta di quanto vorrei, ma anche se può sembrare che io sia esperta in tutte le opere di Shakespeare, non lo sono realmente al punto da poter rispondere a questa domanda in modo soddisfacente. Detto questo, lui continua ad impressionarmi con la sua comprensione dei punti più sottili e dei risvolti della natura umana... quegli strani fili a cui è appeso il nostro destino.
Grazie per i tuoi sforzi, Abhay. Ho imparato che, come molte altre cose, e la mia musica può essere una di queste, che uno può darci dentro solo fino per un certo tempo, e che uno deve arrendersi alla umiliante prova che alcune cose sono oltre la nostra portata o abilità di cambiare; vi sono molti più fattori di quanti non ne colga l'occhio, o su cui uno possa avere influenza. Questo può essere uno. Riguardo ad alcuni territori, è stato necessario abbandonare tutto per una varietà di ragioni.
Come con molte altre cose, non ho mai abbastanza tempo per leggere. La mia libreria straripa sia di libri che ho letto sia di libri che non ho letto... e questo ancora non mi frena dell'immagazzinarne altri quando passo da una libreria attraente come Daunt's a Londra... libri sui viaggi, sulle lingue...
Amo leggere romanzi quando ne ho la possiblità. Nuovamente, molte delle mi letture sono in relazione alle ricerche che conduco per un disco, e questo può comprendere romanzi che hanno luogo in un determinato posto o periodo. Se penso ai romanzi che ho letto nel corso degli anni - romanzi incui mi sono immersa al punto che era quasi doloroso terminarli - sarebero, in una cronologia approssimativa: "Delitto e castigo" di Dostoevski, i meravigliosi romanzi di George Eliot, il lavoro dello scrittore irlandese Christy Brown, "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcia Marquez; "Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley; "Morality play" di Barry Unsworth; "The Handmaid's Tale" di Margaret Atwood; "Il paziente inglese" di Michael Ondaatje; "Le ultime parole famose" di Timothy Findley; "Away" di Jane Urquhart.
Sono interessata alla storia della letteratura mondiale; sfortunatamente finora non ho avuto il tempo di studiarla approfonditamente.
Il numero di film da me visti è drasticamente diminuito nell'ultima decade, e i miei film preferiti possono riflettere questo fatto: Fanny & Alexander, The Shooting Party, The Dead, A Month In The Country, The Crying Game, Latcho Drum (un documentario sugli zingari).
Per me, un "posto" e tutto ciò che lo distingue - il suo aspetto sensuale, le luci, i suoni, la sua personalità culturale - offre un altissimo numero di stimoli ispirazioni. Non sono sicura che per me sia tutto, ma sicuramente gioca una parte di rilievo nell'elaborare il contesto per una canzone.
L'evoluzione del suono rappresenta geograficamente i Celti in una specie di cronologia inversa. Ancora una volta, il sentiero geografico è stato un punto di partenza... non necessariamente la destinazione. Ad esempio, avere sentito che i Celti furono influenzati dalle popolazioni delle steppe russe mi hanno portare a finire su un treno attraverso la Siberia e infine a scaturire una canzone, Dante's Prayer, che non ha una connessione evidente con il Celtico. Questo interesse geografico/storico ha dato il via all'interesse per l'umano di cui ho fatto esperienza sul treno.
Non so di preciso a quale citazione ti riferisca ma la mia impressione generale è che ho una voce abbastanza gradevole, ma è il fondersi di quella voce con la natura contagiosa della musica celtica e con l'ecletticità degli arrangiamenti che è responsabile dell'attrazione della gente per la mia musica... e probabilmente una certa trasparenza emozionale nella mia interpretazione, che è una cosa diversa dall'avere una bella voce. Tom Waits, penso, sarebbe un buon esempio di questo.
Ascolto un'ampia gamma di stili musicali. Questo diventa un aspetto continuo durante la fase di ricerca, ma in una banda ristretta di culture legate a quello che sto cercando. In tutte le fasi, ascolto un certo tipo di musica classica: Palestrina, Bach, e altri compositori barocchi, per esempio.
Mi spiace ma non capisco bene cosa intendi per "old ways". In generale, ho un grande rispetto e considerazione per molte - ma non tutti - "vecchie maniere" di fare e percepire e comprendere le cose, dal lavoro del muratore alla calligrafia alla cortesia e alle abitudini sociali, ai rituali e alle tradizioni. Allo stesso tempo, comprendo che ci sarà sempre un tentativo di andare oltre la nostra posizione attuale, anche se la conoscenza è un cerchio continuo.
L'idea dell'orchestra è saltata fuori in un paio di occasioni. Penso che "The Old Ways" potrebbe essere adatta. È un po' rischioso, perché penso sarebbe un peccato relegare il potenziale di un'orchestra in una posizione di supporto di un arrangiamento, mentre si potrebbe cercare una maniera per farle eseguire un ruolo più frontale e centrale. Prendete "The Stolen Chils", per esempio; i corni da caccia potrebbe essere suonati dalla sezione dei corni... hmm... non so. Poi c'è la sfida di presentare visivamente un'orchestra in una maniera interessante ma permettendo alle varie sezioni di ascoltarsi a vicenda. In una tale eventualità sarebbe entusiasmante lavorare con una orchestra Canadese - o con la London Simphony - chi lo sa!
Quali pezzi mi soddisfano di più? Beh, sono un po' come i figli. Hanno storie, fasi di ricerca e sviluppi diversi, in tono con le mie esperienze e risorse al tempo della registrazione. Ma se proprio bisogna scegliere, direi "The Lady of Shalott", "The Mystic's Dream" e "Dante's Prayer", direi che sono state un successo da quel punto di vista.
È difficile scegliere un posto preferito. Ci sono stati molti posti che hanno spiccato per una ragione o per l'altra; la loro distintiva bellezza, il fascino delle persone, la profondità della loro cultura... anche gli ambienti mistici del Marocco. Sarebbe troppo difficile dire qualcosa di più specifico, a parte che il mio giardino e il mio letto sono sempre splendidi, anche dopo molte miglia di viaggio.
Il Signore degli Anelli... per essere onesta, ho ricevuto interesse in materia ma non ho badato molto al seguito della cosa. Avendo lavorato nei film, sono rimasta affascinata dall'alchimia delle relazioni tra arti diverse. In generale, sono favorevole agli usi più simpatetici, e certamente è sempre una questione soggettiva.
Questa è una idea a cui non avevo pensato prima d'ora, ancor meno aver esaminato le importanti domande consequenziali che hai posto. È una grande idea. Ci penserò ulteriormente.
Vorrei tanto imparare a dipingere, partendo dal punto che viaggio molto e mi piacerebbe moltissimo catturare alcune delle cose che ho visto in un disegno. Vorrei anche spendere più tempo nella scrittura, ma il tempo è una rara comodità, considerate tutte le cose che mi interessa fare e in cui sono coinvolta.
Direi che un pezzo come "Marco Polo" è stato moderatamente difficile. Mi sono immersa in incisioni dell'idioma sperando di sviluppare l'orecchio per la modalità della musica, e poi è stato essenziale avere suonatori capaci di suonare quell'idioma con gli strumenti indigeni.
Sì, è diventata una serie di famiglie. Quella amministrativa, quella dello studio, quella del tour... Quando sei un tale zingaro, questi surrogati di famiglia non solo sono costretti ad esistere, ma per me sono un fondamentale senso di appartenenza. La mia famiglia di ufficio di entrambe le sponde dell'Atlantico è appena tornata da una vacanza ai Caraibi. Alla faccia delle vacanze di famiglia! Presto metteremo le cuccette in ufficio!
Riguardo alla tua domanda sulle considerazioni che entrano in gioco sul "mantenere la compagnia in moto ed economicamente attiva", tutto quello che posso dire, veramente, è che ci sono pochissime decisioni fatte soltanto per denaro. Ogni obiettivo deve passare alcuni obiettivi creativi e di altro rilievo, come anche criteri fiscali.
A proposito delle attività future, continuo ad essere cauta sul cosa e sul quanto fare. Come molti di voi sanno, io conduco da sola la mia carriera, e ogni volta che rilasciamo un album o un tour sono trascinata in uno stile di vita che preclude tutto tranne che l'allestire o il supervisionare una moltitudine di compiti (vedi Domanda 3). Non è che abbia trovato questi compiti ingrati, più che altro ho voluto sperimentare un po' di vita normale, cosa semplicemente impossibile quando sta accadendo qualcosa di grosso. Ho accettato che questo è il prezzo per amministrare le cose a mio modo.
Mi manca essere nel mezzo di tutto questo, ovviamente, e specialmente in autunno, con tanti autunni spesi in tour e ad incontrare tutti voi. Allo stesso tempo, sono ora coinvolta in affari della comunità e di altro tipo che mi hanno permesso di ancorarmi in un modo che non era possibile in precedenza; mi stanno coinvolgendo in interessi che ho avuto per qualche tempo ma a cui finora non ho avuto la possibilità di partecipare. Così, facciamo le nostre scelte.
Detto questo, c'è la forte possibilità che io componga la musica per una produzione de Il Mercante di Venezia per lo Stratford Festival che si tiene qui a Stratford, nell'Ontario. Per il resto, continuerò a volgermi verso progetti che mi fanno rimanere più vicino a casa e di minore durata.
Ah, la domanda finale. Forse non c'è nessuna domanda finale. Come il viaggiare, forse non c'è una fine del viaggio, solo il fermarsi in un certo posto per un po' di tempo. No, non riesco a pensare ad altre domande, mi spiace! Spero che queste risposte siano state tutte di interesse per voi, e mi spiace siano state molto lente ad arrivare. Spero stiate tutti bene e aspetto di rivedervi ancora.
Un saluto, Loreena
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