di Rick Overall
Tradotto da Fritz Tegularius

In un mondo che si tormenta con la tecnologia, la diva canadese Loreena McKennitt è una pietra di paragone per un mondo mistico di folklore e musica celtica.
Le indefesse esplorazioni musicali di Loreena la hanno portata a giro per il mondo sulle tracce di quelle impronte digitali celtiche che tracciano un sottile cordone ombelicale fra il Medio Oriente e le dolci colline d'Irlanda.
Ancora una volta Loreena ha riunito queste influenze eclettiche in un'altra indimenticabile raccolta di canzoni, "The Book of Secrets", che arriva martedì nei negozi.
Registrato nei Real World Studios di Peter Gabriel, a Londra, "The Book of Secrets" si colloca nella deliziosa tradizione trobadorica che è il marchio di fabbrica di Loreena McKennitt.
"È un altro documento personale del mio percorso di esplorazione fra soggetti e temi che tanto mi affascinano. Considero questo album come qualcosa di simile a un libro di racconti di viaggio."
"Per me la musica è il risultato dei miei viaggi e fornisce, letteralmente, carne e sangue a tutte le cose che ho imparato dai libri - la luce nel cielo, la temperatura nelle strade," racconta Loreena da Stratford.
Al pari dei Celti cui si ispira, l'aspetto migratorio della vita di Loreena McKennitt è essenziale.
"È importante per una persona creativa fare esperienza di quella sorta di condizione di vulnerabilità e innocenza che è propria di chi è in viaggio - si fa esperienza della vita a un livello più alto che stimola il nostro lato creativo."
Come appare in gran parte di "The Book of Secrets", la musica di Loreena McKennitt si muove su un'esile tela attraverso l'Europa e l'Oriente.
"È possibile accorgersi, nel brano intitolato 'Marco Polo', che sono all'opera degli autentici temi mediorientali. A un certo punto della creazione del brano avevamo sovrapposto a questi temi una giga e in un attimo fu tutto a posto. Ma alla fine abbiamo scartato questa soluzione perché lo stacco era un po' troppo traumatico - solo, è interessante che musicalmente sia possibile allineare temi a questo modo."
A Loreena piace prendere testi epici e infondervi una personalità musicale. Lo ha fatto con "The Lady of Shalott" e oggi si è applicata a "The Highwayman" di Alfred Noyes.
"A essere sinceri, ero preoccupata che questo fosse un espediente che stavo usando troppo spesso. Ma d'altro canto, se stai lavorando con del materiale abbastanza valido, non dovrebbe essere un problema. Non ho mai voluto che il mio lavoro si incentrasse sulla mia persona, ma piuttosto su soggetti che mi interessano. Intessere nella musica delle voci classiche come quella di Shakespeare o Yeats o Tennyson non aggiunge al brano solo una ulteriore prospettiva, ma anche peso."
"C'è anche semplicemente l'idea di avere un testo narrativo che è stato creato da qualcuno davvero bravo a scrivere. E penso che sia anche importante perché l'idea di ascoltare una lunga storia come questa non è un'esperienza oggi così comune."
Lavorare nello studio di Peter Gabriel è stato un altro aspetto di questo album che si è aggiunto al melange culturale.
"Volevo avere a portata di mano un'intera tavolozza di strumenti e di musicisti poco comuni, e Londra è il posto perfetto per questo e la capacità di questi musicisti è stato un fattore decisivo."
"L'altro aspetto interessante era che nel complesso ci sono vari studi e la sera tutti i musicisti sedevano a mangiare insieme e ti ritrovavi accanto al produttore dei Massive Attack, o ai Black Grape, o a Peter e il suo gruppo. Così, c'era un grande intrecciarsi di idee che erano coinvolte nel processo creativo."
Per quanto "The Book of Secrets" sia meraviglioso, non vedremo Loreena portarlo in concerto tanto presto.
"Se ho fortuna, mentre il cd viene messo in commercio io poserò il piede sul pedale e inizierò un lungo giro in bicicletta della Cina," dice con entusiasmo.
Uno può solo immaginare quale musica ne risulterà.
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