Loreena McKennitt

Una discografia completa con cenni biografici

di M. Gilardetti

Loreena

Loreena McKennitt, nata a Morden nelle praterie del Canada, è una cantautrice di origini scozzesi ed irlandesi. La sua voce è siderea, cristallina, purissima; gli studi musicali la allontanano dalla inizialmente pianificata carriera di veterinaria e le consentono di impadronirsi non solo dell'arpa, suo strumento preferito in assoluto, ma anche del pianoforte, della fisarmonica e di numerosi altri strumenti tradizionali.
Il suo interesse è volto particolarmente alla riscoperta della musica celtico - irlandese (ed anglosassone in genere), che verrà poi affiancata a composizioni proprie, spesso impreziosite da testi provenienti dalla migliore letteratura classica inglese.
Il successo dei suoi album, diffusi a livello planetario seppur, è ovvio, non nelle quantità di un best-seller, ha dello straordinario se si considera che la musicista ha sempre inciso, prodotto e distribuito le sue opere in proprio, accettando solo dopo aver già raggiunto il successo l'appoggio esterno di una casa discografica di sua fiducia. Di questa totale indipendenza e controllo su ogni aspetto della sua arte Loreena McKennitt fa una vera e propria bandiera, nel tentativo di aiutare artisti emergenti ad aggirare le incomprensibili regole imposte dalle majors discografiche. Il suo primo consiglio è la lettura del libro "How to make and sell your own recording" (di Diane Sward Rapaport, Jerome-Headlands Press) che sostiene essere stato di insostituibile aiuto nella sua carriera.

ELEMENTAL

Elemental

L'album d'esordio di Loreena McKennitt è principalmente una raccolta di canzoni della tradizione celtico-irlandese, arrangiate però con una grazia ed una soavità tutt'altro che ordinarie, ed interpretate con un tale pathos dalla musicista canadese, in possesso di una voce di quasi incredibile bellezza, da farle risplendere di una luce tutta nuova.
Stolen Child e Lullaby meritano un discorso a sé: si tratta infatti di poesie composte rispettivamente da William Butler Yeats e da William Blake, mirabilmente musicate ed adattate.
Davvero incredibile la storia di questa incisione: Loreena McKennitt, ottenuto un prestito, decide di auto-produrla e stamparla in appena 50 copie su musicassetta, e la promuove come artista di strada in una lunghissima tournee che la porterà fino in Europa. La rocambolesca genesi dell'opera non intimorisca i possibili acquirenti: la qualità audio della registrazione è più che eccellente e, sebbene sia all'esordio, la musicista canadese ha idee chiarissime ed è tutt'altro che una sprovveduta; le sue versioni di Blacksmith e Banks Of Claudy sono, ad esempio, un'autentica meraviglia.

TO DRIVE THE COLD WINTER AWAY

To drive the cold winter away

Il talento di Loreena McKennitt è tale da consentirle di vendere, nonostante il metodo di distribuzione assai casereccio descritto in precedenza, un numero di copie della sua prima opera sufficiente a coprire le spese di una seconda incisione.
To Drive The Cold Winter Away è una raccolta di brani natalizi (o, più in generale, invernali); il pericolo di cadere nella consueta raccolta di motivetti da panettone viene, ovviamente, accuratamente evitato, e nasce così una raffinata collezione di brani meno noti della tradizione inglese, scozzese ed irlandese.
La registrazione viene effettuata nel ritiro di Annaghmakerrig, nell'abbazia di Glenstal in Irlanda e nella chiesa di Our Lady In Guelph in Canada; gli ambienti donano ai brani un piacevolissimo effetto di riverbero naturale. È bene far presente che l'arrangiamento dei medesimi è essenziale fino all'estremo: non ci si discosta praticamente mai dal semplice abbinamento arpa-voce. Ciò potrebbe risultare assai monotono a coloro i quali non fossero appassionati del genere.

PARALLEL DREAMS

Parallel Dreams

È il primo album della cantautrice canadese a presentare, a fianco dell'ormai classico repertorio di brani della tradizione celtica, delle composizioni proprie legate (in senso molto lato, vien da dire) al tema del sogno. Davvero ottimi i risultati; molto interessante la fusione celtico-nord americana tentata in Huron "Beltane" Fire Dance; notevolissima l'abilità di Loreena McKennitt nel creare brani coinvolgenti e dal ritmo incalzante utilizzando solo strumenti antichi (ne dà un ulteriore esempio nella bellissima Standing Stones).
Parallel Dreams rimane in assoluto uno dei dischi auto-prodotti più venduti in Canada. È molto interessante notare come il lungimirante mercato discografico italiano non abbia tuttora fatto caso al successo planetario della musicista canadese (già in svariati paesi disco d'oro, di platino e multi-platino) e le sue opere siano sì reperibili con estrema facilità, ma come costosissime importazioni dall'estero!

THE VISIT

The Visit  The visit

Visto il lusinghiero successo ottenuto con l'album precedente, lo spazio dedicato ai brani originali composti dalla cantautrice diviene preponderante. Anche l'idea di musicare testi della letteratura classica inglese produce ancora risultati eccellenti: ne beneficiano The Lady Of Shalott(tratta da un poema di Alfred Lord Tennyson) e Cymbeline, affascinante e profonda trasposizione sonora dell'omonima opera di William Shakespeare.
Tutti splendidi, davvero senza eccezione alcuna, i brani di questo CD. The Visit è un'opera molto raffinata ed elegante, forse la più gradevole e lineare dell'arpista canadese; consigliabile, sicuramente, a chi voglia accostarsi per la prima volta alla sua musica. Non a caso, proprio quest'album consentirà a Loreena McKennitt di superare per la prima volta la soglia del milione di copie vendute. A titolo di curiosità: il brano Bonny Portmore è entrato a far parte della colonna sonora del film Highlander III.

THE MASK AND MIRROR

the mask and mirror

Dopo aver accompagnato niente meno che Mike Oldfield nella tournee promozionale dell'album Tubular Bells II, Loreena McKennitt si concentra sulla sua quinta realizzazione, registrata parzialmente presso i Real World Studios di Peter Gabriel.
Oltre che dalla ormai tradizionale passione per la musica celtica, questa volta l'ispirazione giunge anche dall'interesse che numerosi viaggi hanno suscitato nella cantautrice per l'antica e mutua influenza avvenuta tra le culture spagnola e nord-africana.
Continua il fortunatissimo connubio di musiche originali e testi tratti dalla letteratura classica: ne beneficiano The Dark Night Of The Soul (tratta da uno scritto del mistico e visionario San Giovanni della Croce), The Two Trees (su liriche di William Butler Yeats) ma soprattutto Prospero's Speech (di William Shakespeare), autentica gemma dal suggestivo arrangiamento per organo a canne.
Il successo dell'album e soprattutto del bellissimo singolo The Bonny Swans, trascinato da un videoclip che pur realizzato in ristrettezza di ambienti e di mezzi è raffinatissimo e di grande efficacia, le frutterà anche un passaggio quale ospite straniera al Festival di Sanremo. Quanti melomani suoi potenziali estimatori abbia potuto raggiungere (in quanto sintonizzati su cotanto carrozzone nazionalpopolare) nell'occasione, è più che lecito domandarselo.
The Mask And Mirror rimane comunque un vero capolavoro, dove Loreena McKennitt dà il meglio di se, curatissimo anche nel libretto e nella veste grafica. Se tutti i CD fossero come questo, certi sterili piagnistei sulla pretestuosa piaga delle duplicazioni pirata apparirebbero un po' meno ridicoli di come in realtà essi siano.

A WINTER GARDEN

A winter garden

Questo Extended-Playing di, purtroppo, appena cinque brani è il frutto di una jam-session di tre giorni tenutasi presso gli studi di registrazione Real World di Peter Gabriel. Vi prendono parte in tutto una quindicina di musicisti tra cui, ovviamente, Loreena McKennitt ed i suoi abituali collaboratori, con lo scopo di esplorare i propri potenziali musicali partendo dalla base di alcune canzoni della tradizione natalizia. Il risultato, gradevolissimo, fa amaramente rimpiangere la sua pur inevitabile brevità.

THE BOOK OF SECRETS

The Book of Secrets

L'album, pubblicato il 30 settembre 1997, è il primo a presentare, pur nella sua innegabile classe, lievi segni di stanchezza e ripetitività di schemi e suoni già collaudati. Anche la sua struttura è preoccupantemente simile al precedente The Mask And Mirror.
Nonostante la rilassante atmosfera che gli artisti possono respirare negli ormai familiari Real World Studios di Peter Gabriel, Loreena McKennitt esce apparentemente esausta dalle sessioni di registrazione dell'album e dichiara di non voler effettuare la consueta tournee promozionale, per poter riallacciare i rapporti con la propria famiglia e la propria comunità.
La tournee, per quanto breve (un mese in Europa e appena due settimane in Nord America), verrà comunque effettuata a partire dall'Aprile del 1998, ma il timore di una sopraggiunta mancanza di stimoli e motivazioni (tuttora confermata dalla lunghissima attesa di un eventuale nuovo album), purtroppo, permane.
Tra i temi ispiratori, questa volta, c'è anche l'Italia, ed in particolare Venezia. Dal punto di vista prettamente musicale si devono registrare una serie di alti e bassi: se da un lato The Mummer's Dance (che grazie alla sua diffusione ha addirittura meritato una versione remix) e Night Ride Across The Caucasus sono talmente belle da meritare da sole l'acquisto dell'album, dall'altro Dante's Prayer (con la presenza del coro russo di San Pietroburgo) ha il sapore di un dolce dagli ingredienti mal amalgamati.
Nessuna riserva, invece, per l'esemplare libretto che accompagna il CD: ben quaranta pagine in cinque lingue, italiano compreso!

LIVE IN PARIS AND TORONTO

Live in Paris and Toronto

Doppio album dal vivo contenente tutti i brani del CD The Book Of Secrets più una rassegna dei brani che meglio rappresentano i lavori precedenti, registrato da Loreena McKennitt forse non proprio in un periodo di grande entusiasmo.
Non aggiunge nulla di nuovo, tuttavia l'album è un prezioso documento per tutti coloro i quali non abbiano potuto assistere ad una sua performance sul palcoscenico.


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