No journey's end
Un viaggio senza fine

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No journey's end video

In questo profilo di mezz'ora creato per la televisione pubblica americana, Loreena McKennitt esplora le diverse influenze dietro album come "The Visit" e "The Mask And Mirror". "No Journey's End" tesse assieme le parole e la musica dell'artista, e propone una performance live di "The Lady Of Shalott" come anche frammenti di esecuzioni di "Santiago" e "The Dark Night Of The Soul". Include inoltre parte del video promozionale di "The Bonny Swans". Questo documentario in VHS è disponibile soltanto tramite ordine postale a Quinlan Road. Ricordatevi di richiedere la versione PAL (European standard) e non NTSC (North American standard)!

Trascrizione dell'intervista

Mi piace dire che mi considero una pellegrina come lo siamo tutti, nel senso che noi usiamo i nostri strumenti, le nostre capacità per far strada nella vita e farne un senso al meglio delle nostre possibilità. Quando sono capace di staccarmi e osservare ciò che sto facendo, sto definitivamente usando la mia carriera e i mei talenti come veicolo per l'esplorazione, in un certo senso di tante cose e soggetti che mi interessano e, suppongo, sono più di una semplice attrattiva. Mi chiedo, come gira il mondo? Che cos'è che ci fa scattare? Trovo meraviglioso usare la mia musica, i miei viaggi e la ricerca per esplorare questi quesiti.

Così quando riporto tutto ciò nella mia musica e a ciò che sto facendo nelle mie incisioni, le mie registrazioni diventano come un itinerario di viaggio; un documento del mio sentiero esplorativo.

Ho trovato difficioltà nell'avere delle risposte alla domanda su come classificare la mia musica. Penso che sia in gran parte perché le influenze sono abbastanza diverse. La gente mi chiede come io sia venuta a contatto con la musica celtica, venendo dal Canada, e la mia risposta è che ora in Canada si vive una società multiculturale. È un paese con molti immigranti provenienti da tutte le parti del mondo. Così, in questo senso, suppongo si possa denominare la mia musica... "world music"!

Un senso di viaggio, suppongo, ha rappresentato una parte dominante di ciò che faccio, ma in modi e tempi diversi. Quando mi sono interessata alla musica celtica, il mio primo grande viaggio è stato andare in Irlanda, per scoprirla nelle diverse forme indigene. In ogni modo, a quel tempo, stavo soltanto inseguendo qualcosa che veramente mi affascinava, ma non ero ancora conscia di essere in una ricerca ricerca, come realmente era.

Attraverso la mia ricerca ho scoperto che i celti erano molto più che un gruppo di pazzi anarchici provenienti dalla Scozia e dall'Irlanda e così via. Erano in realtà un gruppo eterogeneo di tribù provenienti dall'Europa centrale e dall'est intorno al 500 a.C., e attraverso il corso dei secoli - e, si può anche dire, con un buon incoraggiamento da parte dei Romani - vennero spinti verso i confini dell'Europa occidentale.

C'é un brano musicale che abbiamo suonato per molti anni intitolato "The bonny swans". È un importante tipo di favola metaforica e la canzone è stata anche ispirata da un libro meraviglioso che ha viaggiato con me per molti anni, basato sugli "Unicorn Tapestries" (Arazzi dell'Unicorno)e sulle metafore e iconografie intessute in questi arazzi. Elementi relativi a concetti pre-cristiani che hanno molto a che fare con la natura e il mondo naturale.

I celti non facevano una grande distinzione fra questo mondo e il prossimo e questo è certamente un buon esempio di questa idea. Una storia dove una giovane ragazza viene affogata dalla sorella più grande, e viene trasformata in un cigno (che durante il medioevo era un simbolo di morte) e poi a sua volta viene trasformata in una arpa, e l'arpa è portata nel salone del padre.

Ho imparato presto mentre stavo studiando un po' della storia spagnola che la Spagna medievale comprendeva tre comunità religiose; quella cristiana, quella ebrea e quella islamica nella comunità dei Mori. Ho imparato che la Spagna in quegli anni, per esempio, influenzò pesantemente il modo con il quale la nostra civiltà occidentale si sviluppò nelle aree dell'agricoltura, dell'architettura e della letteratura. Per quanto riguarda la letteratura, per esempio, sembra che le leggende di Artù possano essere state influenzate dalla poesia proveniente dal nord dell'Africa attraverso la Spagna tramite la comunità dei Mori.

Mentre ricercavo il materiale per questo progetto, ho scoperto che la gente si rivela o si nasconde agli altri o con gli altri in modi diversi, e certamente nell'area della religione e della spiritualità.

"The Dark Night Of The Soul" è una poesia scritta da un mistico spagnolo del 15º secolo chiamato San Giovanni della Croce, che a sua volta fu influenzato da un'altra mistica del periodo chiamata Teresa d'Avila, che proveninva da una tradizione più ebrea. San Giovanni della Croce fu molto influenzato da quell'approccio diretto a Dio, nel quale non c'è intermediario.

Questa poesia, in un modo molto bello e sensuale, esplorava questa relazione diretta della specie umana con quella essenza chiamata Dio.

Per quanto riguarda la mia ultima incisione, "the mask and mirror", l'ispirazione ebbe inizio nella parte nord-ovest della Spagna, nella Galizia. È un angolo celtico del paese, particolarmente nella città di Santiago de Compostella, che era un luogo di pellegrinaggio per la gente nel Medioevo. Era pari passo con Gerusalemme. La gente veniva da varie parti dell'Europa giù attraverso il sud della Francia sino a questo santuario, diventando come api che portano il polline di quelle influenze man mano che ritornavano alle loro case altrove in Europa. Per sottolineare questo punto, sono stata attirata da un brano musicale di quello stesso periodo. L'abbiamo intitolato semplicemente Santiago.

Sono stata anche in Marocco e ho passato li due settimane durante il tempo del Ramadan. Poiché era un periodi di digiuno durante il giorno, la sera era periodo di grande celebrazione. Nel mercato c'era ogni tipo di festività; infatti si formavano dei circoli e in ogni circolo vi erano delle persone che raccontavano i loro personali drammi, o degli incantatori di serpenti, o un tipo con una scimmia sulla spalla, e anche musicisti. Era molto affascinante; prima non avevo studiato nulla delle culture Islamiche.

Ho sempre provato ainfondere diverse prospettive nella mia musica e così ogni volta mi muovo verso altri scrittori. Ho usato le poesie di W. B. Yeats, di Shakespeare e di William Blake.

"The Two Trees" è in realtà una poesia di W. B. Yeats che ho messo in musica. Ho pensato anche che si adattava bene al punto di vista dei celti che il poeta si appoggiasse al simbolismo e all'immagine degli alberi. Sentivo, dopo tutto questo percorso esplorativo della domanda "cosa è la religione, e cosa è la spiritualità?", che il sentimento di Yeats del ricercare dentro se stessi la bontà era molto confortante.

Credo che la voce sia lo strumento degli strumenti, nel senso che è connessa all'essere umano, e ha una vasta gamma di modi di esprimere e articolare idee e sentimenti.

I Sufi hanno questa espressione del "pulire lo specchio della propria anima" e forse la mia voce diventa quell'aspetto di pulizia: questo è il veicolo per esprimere le cose in una maniera essenziale e istintiva, e penso che ciò sia parte della forza di ciò che faccio. Tu provi a non avere nessuna barriera. Hai aperto la tua anima; hai aperto te stesso.

La traduzione presenta differenze rispetto a quella fornita con il libretto di 'No journey's end'


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